Disclaimer

Disclaimer
“CoronDiario” è un blog personale e non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.

Verranno cancellati i commenti ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy

Cookie Policy
Comunico ai lettori che questo blog utilizza cookie. Se si prosegue nella lettura senza disattivarli dal proprio browser o cliccando “ok” dal banner inserita dalla piattaforma di Blogger equivale ad acconsentire al loro utilizzo. Per maggiori informazioni consultare l'apposita pagina "Disclaimer, Privacy & Cookie”, oppure clicca “ulteriori informazioni” dal banner di Google.

Visualizzazione post con etichetta Covid Generation. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Covid Generation. Mostra tutti i post

domenica 26 luglio 2020

25 e 26 luglio 2020 - cultura della paura

"Comincio a pensare che sia più facile spaventare la gente che farla ridere", così disse Jim Morrison secondo una delle tante frasi attribuite. Se ha detto questo e se questo si può riferire a questi tempi di Covid19 posso dire che in parte ci ha azzeccato. Lo spavento, cioè la paura, o l'incutere la paura e promettere la sicureza è uno dei migliori elementi che possono contribuire a fare la fortuna di una formazine politica che vuole mietere consensi e scalare i vertici dell'amministrazione con qualsiasi sistema elettorale. Non sembea vero ma anche in questo periodo agitare lo spauracchio di chi viene da fuori, ovviamente parlo di immigrati poveri, i ricchi viaggiano in aereo, miete sempre consensi fra la gente. Se si leggono certi commenti, poi, ti fanno riflettere, quando dicono che il covid viene da fuori e viaggia con gli immigrati, dimenticando che il virus viaggia comodo in prima classe negli aerei di lusso. Il virus non è  di certo portato dai migranti nei barconi. Però, nonostante queste bufale, le percentuali dei partiti che agitano queste paure viaggiano sempre ampiamente a due cifre. Poco importa cosa realmente hanno da dire in altre materie quale l'economia o il sociale o addirittura sul campo dei diritti, ed eventualmente sulla loro riduzione. Un'arma, questa dello spavento, che va bene anche ora per la maggioranza ce, nonostante l'abominio e l'incostituzionalità di buona parte dei decreti sicurezza varati dal precedente governo, di cui un pezzo attuale ne faceva parte, non pare sia nell'agenda di questo governo, nel senso di modifica sostanziale ovvero abrogazione. Quindi mi viene da pensare che anche a questo governo, composto da una consistente parte politica che si richiama ai principi progressisti, la paura serve per tenere a bada la gente, ovvero i cittadini. Magari questa paura può essere mitigata con iniezioni di spettacolo, panem et circenses, tanto caro all'impero romano, che possiamo per esempio individuare nel calcio, giocato e parlato, dunque al campionato di calcio che è alle battute finali. Mancano giusto partite, per alcune squadre solo due, e lo scudetto verrà assegnato. Non è che ci voglia tanto a capire a chi, vista la classifica, ma dovremo ancora spettare questa sera per vedere se la matematica dà ragione alla sqadra saldamente in vetta. Per quanto mi riguarda, il campionato della massima serie mi entusiasma poco perchè mi pare, così già da alcuni anni, di assistere ad un campionato fatto a due velocità, per cui il cagliari può aspirare a poco se non quello di galleggiare e permanere in serie A. per il resto mai una gioia se non sporadiche e risibili soddisfazioni. Far ridere è davvero difficile, se non agli sciocchi, il periodo che stiamo affrontando, anche se non si cede alla paura, è davvero preoccupante. Credo avremo un autunno caldo e non so fino a che punto potranno bastare gli ammortizzatori sociali. In questo mare magno sguazzano le associazioni del malaffare che hanno, perchè già da decenni li gestiscono, ampie somme di denaro da imprestare a chi si trova in brutte acque quindi facile preda da assoldare nelle file della mafiosità. Anche in questo credo che si marci a due velocità, così come nel campionato di calcio, quella del nord opulento, quella del sud laddove una "quistione" meridionale è ancora sul tavolo irrisolta. Con la paura, quindi non c'è davvero bisogno di comprarli, i voti sono sempre pronti da attribuire a quella formazione che soffia sulla paura, su questo anche il sud mi pare ci stia cascando visto che alle manifestazioni del leader del nord , chiamato anche ministro della paura, fa un sacco di accoliti e seguaci. Che dire, Jim Morrison forse non aveva sbagliato del tutto. Ma non so se si riferisse a questo tipo di paura.
Credo che in tanti abbiano paura più che di chi viene dall'esterno che dal virus stesso e dalla sua forza di trasmissione, tanto più che ce lo siamo importati noi con il viaggio di affari fi qualche industriale del nord, e questo è provato. Quindi smettiamola con questa paura e pensiamo di gestire problema con quelle poche regole del distanziamento pulizia e protezione individuale. Se no questa paura non finirà. "Meglio una spaventosa fine che uno spavento senza fine" (scritta sul muro, 1977)
È ora di dire basta all Cultura della Paura
... culture of fear


giovedì 30 aprile 2020

29,30 aprile 2020 - Generazione Covid (Covid Generation)

Nella conferenza stampa del giovedì della ProCiv di rainews24, a quanto pare sarà l'ultima, il pneumologo Richeldi, che per come vedo spesso glissa su certe domande, ha detto che i 15 giorni scorsi devono essere tenuti presenti per le prossime settimane come punto di riferimento dei risultati raggiunti, con trend in calo dei decessi e dei nuovi contagi, e su come si dovrà affrontare il futuro in convivenza col covid19. Per Borrelli l'emergenza non è finita. Il nostro servizio sanitario e il nostro sistema della protezione civile hanno dato una grande prova di serietà che faranno bene al nostro Paese. Con questo tono dimesso rilassato assisto a questa ultima "puntata" di informazione con l'impegno, dicono, che la ProCiv continuerà a fornire i dati aggiornati ai giornalisti. Borrelli termina la conferenza salutando, in tono scherzoso, "alla prossima volta, nel senso che per la Protezione Civile c'è sempre una prossima volta".
In questo quadro si muove il panorama politico nazionale tra Conte, che viene descritto dall'ItaloVivo Matteo come populista, l'opposizione di centrodestra coi loro flashmob mascherinomuniti e pseudo occupazione della Camera, i governatori di centrodestra che contestano la prosecuzione del lockdown, quindi con idee meno restrittive del Dpcm, che non libera diverse attività commerciali (bar, ristoranti, parrucchieri) e, fra il martello e l'incudine, i sindaci (ANCI) di quelle Regioni di centrodestra che sono sul piede di guerra, perché ritengono pericoloso aprire prima di quanto previsto dal Dpcm. In mezzo noi schiacciati nel quotidiano che viviamo tartassati di iperinformazione in questa bolla mediatica che soffia, da un lato per il liberitutti subito ad uso e consumo di calcoli elettoralistici, dall'altro la voce filogovernativa per una chiusura con allenamento a step fino a quando non si trova un vaccino che, secondo quanto dichiarato oggi dal virologo Fauci, arriverebbe a gennaio.
Non so cosa accadrà domani, nel senso del breve termine. So che la caducità delle cose ed il transeunte "dell'adesso" e del "fra pochi giorni" occupa gran parte dei nostri pensieri. Scrivevo appunto ieri l'altro sull'utilità o meno delle cose che ci parevano importanti fino a fine febbraio ed ora tutto o quasi pare abbia perso il valore. Persino un "barile di petrolio" che tante guerre scatena non pare stia vivendo grandi profitti; il consumo dei carburanti è diminuito di quasi la metà, segno dei tempi.
Dal dopo Covid ci sarà una generazione, io spero, che si riprenderà lo spazio con l'umanità in sinergia con la natura ed il suo rispetto. In controtendenza rispetto a quanto l'homo sapiens ha fatto finora, occupando ogni palmo di terra libero e fottendosene della grande madre Terra.
Io provengo, per poco, dalla generazione "boomer" nato prima del '65 e prossimo, per poco, alla generazione successiva, cioè dal 1965 fino al 1980 che viene definita "generazione X", e quella precedente è detta generazione silenziosa. Leggo in rete su Wikipedia che la mia generazione "contribuì notevolmente all'aumento di domanda per beni di consumo, stimolando la crescita economica registrata in quel periodo". Dopo è venuta la Generazione X di coloro che sono nati tra il 1965 e il 1979 ( X, a rappresentare la mancanza di un'identità sociale definita). Da Wikipedia estrapolo "L'influenza di questa generazione sulla cultura pop iniziò negli anni ottanta e ha avuto il suo culmine negli anni novanta. Storicamente la generazione X è inquadrata nel periodo di transizione tra il declino del colonialismo, la caduta del muro di Berlino e la fine della guerra fredda. Una volta giovani adulti, la generazione X raccolse l'attenzione dei media tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta, guadagnando la reputazione stereotipata di apatici, cinici, senza valori o affetti."
Poi arriviamo alla generazione Y, millennial generation, generation next (generazione successiva) o net generation (generazione della rete) cioè di coloro che sono nati fra i primi anni ottanta e la metà degli anni novanta.
Alla generazione "del millennio", coloro nati alla fine del XX secolo, succede la generazione Z. "Questa generazione è caratterizzata da un maggiore utilizzo e una maggiore familiarità con la comunicazione, i media e le tecnologie digitali. In molte parti del mondo, l'infanzia della generazione Y è stata segnata da un approccio educativo tecnologico e neoliberale, derivato dalle profonde trasformazioni degli anni sessanta.
A breve, quando tutti noi cominceremo a convivere con questo virus definito più subdolo dell'ebola, quindi già oggi, i primi nati credo verranno chiamati Generazione Covid.
Cosa farà questa generazione come sarà cosa dirà, nel campo culturale artistico musicale è presto perché queste sono pagine ancora da scrivere.
Un brindisi alla nuova GENERAZIONE COVID