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lunedì 16 marzo 2020

16 marzo 2020 - restiamo umani

Nuova settimana. Nuova di zecca. Intonsa. Durante il viaggio verso Casteddu ho canticchiato una strofa del tenore di Orgosolo, riguarda la Brigata Sassari, mito unificante dell'isola per il coraggio dei sardi, che fa " Su chentuchimbantunu Rezimentu/chin su chimbantaduos totu in pare/non sezis bois sos continentales/ch'azes mantesu su trintzeramentu/ ma Orune e Bitti cun zente orgolesa.."
Si dice che in trincea nella grande guerra si è unificata l'Italia, fra il freddo i pidocchi e la fame. Imbottiti di cordiale. Non nel 1861. Oggi siamo chiamati ad una guerra contro un nemico invisibile. Ci viene chiesto non un gesto eroico o il cuore oltre l'ostacolo. No. Per combatterlo devi togliergli terreno. Stare in casa. Basterà?
Gli inglesi, scrivevo nel post del 13 scorso, hanno un'altra ricetta. Vedremo. Intanto noi siamo nipoti e pronipoti dei ragazzi del '99. Basterà?
Mentre passo nei centri abitati, destinazione ufficio, i pochi umani incontrati a bordo dei loro veicoli o a piedi, mi salutano. Non credo di conoscerli. Immagino che la situazione generale stia facendo riemergere quella parte di unanimità che si stava affievolendo se non annullando. C'è bisogno di contatti umani e anche un saluto è un segnale che resistiamo e che, per dirla come Vittorio Artigoni, come una esortazione, "restiamo umani".
Nell'asse mediano il traffico è quasi normale, come un qualsiasi lunedì, ma giusto all'altezza di Cagliari.
Avrei potuto evitarmi questo andirivieni sottraendomi a situazioni di pericolo con lo smart working. Certo il "lavoro agile" ti consente di stare a casa, più tranquillo. La mancanza dell'adsl, però, è un valido motivo per andare a lavoro e, di conseguenza, uscire, vedere, scaricare le ansie. #Autocertificazione sempre pronta, manca giusto la data.
Leggo ora nella stampa in rete che la Germania chiude le frontiere con Francia, Svizzera, Austria e Danimarca. In Spagna 2mila contagi in 24 ore. In Austria serrata come in Italia. New York chiude tutte le scuole pubbliche. Quindi mi sa che non abbiamo sbagliato a decretare il lockdown.
A proposito della Spagna, l'articolo 42 della nostra Costituzione stabilisce che《La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d'interesse generale.》La Spagna l'ha già fatto stamattina, requisendo la sanità privata, secondo quanto battuto da un lancio Ansa delle 11.
Ora riempio il silenzio con John Coltrane.


domenica 15 marzo 2020

15 marzo 2020 - ordinanza n. 9 RAS

Oggi è domenica. Chiese chiuse, per chi ci va. Papa Francesco ha celebrato la messa in streaming.
Mi affaccio alla finestra del primo piano, manco una nuvola. In lontananza si scorgono i monti di Villacidro. Non ricordavo ci fosse una popolazione di volatili così nutrita. Fate silenzio, che diamine!. Non riesco a concentrarmi sulla lettura. Scherzo. Con qualcuno bisogna che me la prenda. Ieri mi hanno notiziato che mio nipote, rientrato da un viaggio di lavoro dal Veneto è chiuso in casa con la famiglia. Ancora 12 giorni. Anche io blindato in casa. Tanto dove vado. Non ho manco un cane da passeggiare.
Da ieri la Sardegna è più isolata. Non si parte e non si arriva se non per motivi particolari secondo l'ordinanza n.9 del 14.3.20 del presidente della RAS.
Riscoprire le strisce di Sturmtruppen di Bonvi ti dà il senso che l'ironia è necessaria per combattere il potere. Piuttosto, vabbè che siamo in tempi di quarantena, ma se penso che tutti stanno zitti senza porsi un briciolo di dubbio sulla costituzionalità di alcuni provvedimenti dei sindaci sceriffi locali, che applicano il testo del Dpcm interpretandolo in modo restrittivo sulla scia della paura, mi fa capire la gravità della situazione. Se questa roba finirà credo che per togliere questo spirito di gregge ci vorrà tanto.
Giusto a metà mattina ci è arrivata dai media la notizia che ci sono i primi due morti nell'isola, uno a Cagliari, ricoverato dallo scorso 2 marzo,  dopo il ricovero non si era mai ripreso ed era rimasto intubato; l'altro paziente a Sassari. I familiari del paziente cagliaritano non l'hanno mai potuto visitare, così pure per gli altri sottoposti a ricovero.
Grande tristezza. Il fatto che non ci fosse ancora alcun decesso ci faceva ben sperare.
Leggo in rete che Trump risulta negativo al test, genti mala no ndi morit. Oltre 2.800 casi in Usa, 58 morti, 2 a NYC.
Intanto a casa si fanno is "parafritus" o "fattifritti", ognuno ha dato il suo contributo. Questi dolci sono carnevaleschi, anche se siamo in quaresima si possono fare. Verso le 18 le formine dei dolci sono state fritte nell'olio e cosparse di zucchero. Buoni.
Credevo di poter dedicare questa giornata a raccogliere asparagi. Le scorse settimane in campagna trovavi più raccoglitori che asparagi. Ora la natura si sta riprendendo il suo tempo. In giro non vedi quasi nessuno. Gli asparagi crescono alti, indisturbati.
Prima di chiudere la giornata una piccola riflessione. Nell'Isola la maggior parte dei contagi si sono verificati negli ospedali, fra gli operatori della sanità. Ok, questi giorni niente polemiche. Però ho letto che in questi ultimi anni c'è stato un taglio lineare di 37 miliardi nella sanità, pubblica, sottolineo. Passo e chiudo. Viaggi Organizzati di Lucio Dalla mi terrà compagnia finché non m'acchiappa Morfeo.

14 marzo 2020 - SS 131

La vita continua. Fuori nebbia, come ieri. Credo che comunque spunterà il sole sul tardi .
Al gierre si dice che Trump si sottoporrà al test. È stato in contatto con Bolsonaro, che ieri salutava col gesto dell'ombrello perché risultava negativo.
Ultimo giorno di lavoro settimanale. Finalmente potrò evadere in campagna come una "fera".
Attendo che arrivi il collaboratore di turno per aprire il cancello. Le chiavi non entrano. Dopo diversi minuti si comprende che erano quelle dell'entrata secondaria. Perso un quarto d'ora fuori. Apro la posta al pc. La maggioranza delle scuole chiuse di sabato.
Piluccando in rete ho letto che Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian ha ipotizzato che il coronavirus si è manifestato inizialmente negli USA e che il contagio a Wuham è stato portato da soldati americani contagiati durante i giochi militari nell’ottobre del 2019. Mah. Complottismo?!
Ma l'America è lontana, dall'altra parte della luna, diceva Lucio Dalla. Purché non si spostino gli americani. Ma quelli, si sa, sono esportatori di democrazia in ogni dove.
Ho notato che dall'ingresso secondario alla fine dell'andito delle classi ci sono 150 passi. Andata e ritorno 300. Oggi niente pavoni, in quarantena?
Le disposizioni del Dpcm sono valide fino al 25 marzo. Altri 11 giorni. Salvo proroga. E in Italia si sa le scadenze sono fatte per essere prorogate.
Ore 13.45. Asse mediano di scorrimento: pochissimi veicoli. Direzione casa
SS 131. Mi fermo al Beyfin di Monastir per gasolio. Fino al bivio per Villasanta mi avranno superato venti macchine. Entro al bivio di Furtei, piccolo agglomerato di poche case, proseguo per Villamar, Las Plassas, Barumimi. Manco un'anima. Gesturi in signore sull'ottantina al centro del paese vicino alla curva della chiesetta, con un bastone dall'impugnatura intagliata. Procede a passo sicuro. A Nuragus, uscita, bivio per Genoni, un ragazzo chiude il cancello dopo aver parcheggiato la sua macchina. Arrivo in paese. Nessuno. Il tabellone luminoso del Comune segna 20 gradi. A pranzo zuppa di ceci e fegatini di agnello. Ciao

13 marzo 2020 - fare la spesa

Guardare dalla finestra quella fitta nebbia che ricopre il capoluogo non è una nota positiva. Poco male, tanto, devo andare in ufficio. Sono le 7, la radiosveglia gracchia le notizie del gierre. La Cina ha superato il punto critico e la curva di contagio scende. Da noi no. Si sale. Sarà un periodo difficile. In Europa i governi si muovono in ordine sparso. Chissà come l'avrebbe pensata Spinelli. 7.45: Monte Urpinu, silenzio surreale rotto solo dal motore di una macchina che passa. Una. Si sentono pure i passi veloci di due corridori uno di seguito all'altro che si apprestano a salire viale Europa. Una signora parla col suo cane a guinzaglio, beata lei che può circolare.
12.00: Passeggiata nel perimetro della scuola. Ora d'aria, cioè 10 minuti. Come ieri.
A casa. Finalmente, pranzo. Alla radio Un giorno da pecora, con Gepi Cucciari. Relax. Nessun rumore di macchine. Cinguettii. Un suono quasi dimenticato sommerso dal rumore dei motori.
Oggi sarà dedicato all'ascolto di Le Orme. Album che avevo dimenticato. Notevoli.
Stasera chissà meglio stare a casa.
h 16.38, non si sente volare una mosca.
Leggevo in rete che i britannici agiranno in modo diverso dall'italia. Il primo ministro Boris Johnson e i suoi consiglieri medici dicono che l'epidemia non si può contenere, e quindi è inutile prendere misure drastiche. La vita va avanti, non chiuderanno le scuole. Insomma si sceglie la tecnica dell'immunità di gregge. Ne riparleremo fra qualche giorno. Intanto stiamo facendo la vita del sorcio.
Ore 18. Il punto della protezione civile in streaming che ci dice come la maggioranza dei decessi riguarda gli over 80.
Lo so si nasce e si muore, ma grande è la tristezza; solidarietà per i loro cari.
Bene, le 18.40 l'ora giusta per fare la spesa. Supermercato dietro l'angolo. L'autocertificazione lasciata a casa. Rischio?!Non più di 5/6 persone dentro, venti minuti di fila. Qualcuno con la mascherina. Io con la kefia, black. Fa caldo. Mi dicono di entrare. Mi dirigo zona pane e salumi. Spianatine, prosciutto, caffè solubile (più pratico), latte, arance, biscotti. Faccio un po' di fretta per consentire a chi sta fuori in fila di entrare prima. Ma si, nutella e vino. E chi se ne frega. Di nuovo a casa. Lavato accuratamente le mani.
Cena. Musica: Le Orme. Mi sono organizzato in Play list Lucio Battisti. L'ho trascurato per anni volutamente. In particolare gli ultimi suoi dischi, senza rime, va ascoltato più volte. Non so se resisterò. I suoi arrangiamenti però interessanti. La sposa occidentale, parole di Panella, Synth pop, risente delle sonorità del periodo.
E anche oggi è andata.


12 marzo 2020 - lockdown: isolamento

Percorrere alle 7.40 via is Mirrionis e via Bacaredda girando per il mercato di San Benedetto ed incontrare giusto 3 persone a piedi com un traffico limitato di veicoli ti dà la misura del primo giorno di blindatura dopo il discorso di ieri di Conte sul contenuto del nuovo Dpcm. In ufficio le cose sono procedute lineari. Ore 11, come un detenuto nell'ora d'aria ho fatto il giro del perimetro della scuola. I pavoni maschi mi hanno salutato con la ruota ed un gallo un po' minaccioso mi è venuto incontro, ma la mossa del mio piede lo ha fatto desistere. In una atmosfera surreale i resti della gradinata in via di smontaggio mi hanno ricordato che giorni prima si è disputato l'incontro Italia Corea di Coppa Davis. A porte chiuse. Ricordo che la mattina i colleghi, richiamati dalle prime note dell'inno nazionale, sono accorsi a vedere l'inizio dell'incontro che si poteva intravedere da un punto di una classe della primaria. Ricordo che mi chiamarono ma proprio in quei momenti stavo rispondendo ad una telefonata di un genitore che chiedeva lumi sui compiti on line.
Ore 14.15, come da copione a casa a pranzo. Di nuovo agli arresti domiciliari. Sul tardi proverò a fare due passi verso un generi alimentari, giusto per sgranchirsi le gambe. Intanto Tim va in down. Sono isolato. No c'è la rete. #iorestoacasa.
Quindi bar e ristoranti chiusi. Chissà come se la passano i due clienti abituali del bar all'angolo. Quando riapriranno il bar credo che il primo sorso di ichnusa la troveranno fantastica .

11 marzo 2020 - OMS dice Pandemia

Mi sa che l'oggi rispetto a ieri ha poche varianti. Che dire, anche in tempi normali non è che la mattina facessi cose diverse. Non manco mai da lavoro, neppure per malattia.
Comunque vada sarà un successo? Dopo pranzo, ciondolo qua e là dalla stanza alla cucina al bagno, verso le 16 ho varcato la soglia di casa per uscire. Destinazione Poste italiane. A passi lesti mi avvicino all'ufficio di quartiere. Chiuso. Un cartello messo in data odierna informa che gli orari sono cambiati e che l'ufficio apre solo la mattina. Poste di turno, quelle centrali. Vabbè. Prendo la macchina e parto. In piazza Carmine trovo subito parcheggio, non tutti i mali vengono per nuocere. Apro il grosso portone, all'interno un'impiegata mascherina-guanti con l'incarico di farci entrare uno per volta. Prendo il biglietto, per una sola operazione. Mi ricordo che ne devo eseguire almeno due. Prenoto l'operazione multipla. Vengo chiamato subito. Dentro solo altri due utenti. Il doppio biglietto mi vale un bonus cazziatone dell'impiegato, munito di guanti e mascherina. Mi scuso facendo presente che la situazione inedita forse mi ha messo un po di apprensione. Lamenta con una certa preoccupazione che ha già finito le ferie vecchie e che l'amministrazione non ha ancora comunicato una soluzione per i giorni che chiuderanno se la situazione degenera. Gli indico la soluzione trovata nel pubblico impiego in riferimento all'articolo 1256 cc. Mi ringrazia ricordando che però le Poste sono private anche se l'articolo riguarda tutti. Gli dico che sono solidale con lui per il lavoro che fa in questi giorni difficili. Esco, intravedo in prossimità della mia macchina un carroattrezzi che mi costringe ad una corsa non prevista. Pensavo me la stessero imbragando. Era solo un soccorso per una macchina in panne. Mi manca solo la multa. Torno verso casa. Mentre parcheggio vedo l'avventore di ieri al bar dell'angolo che fuma col compare di bevute, entrambi mascheromuniti.
Salgo le scale di casa. Entro e tocco la maniglia col gomito. Penso che forse non sono poi così normale. Paranoia, mi lavo bene le mani. Accendo la radio. Prima parola coronavir... spengo senza far terminare la parola. Echeccaxxo. Fuori un sole spettacolare. 18 gradi. Esco per una passeggiata? #restiamoacasa . Tanto più che oggi l'OMS ha dichiarato la pandemia.

10 marzo 2020 - Dpcm

Solito tran tran. 7.30 timbrato a lavoro. A metà mattina il collega legge meglio il dpcm e l'ordinanza RAS. Chissà quanti andranno in quarantena. Non nasconde la preoccupazione. Mi vengono due colpetti di tosse. Una infreddatura curata male del mese scorso. Mi avrà contagiato qualcuno?
Di rientro a casa due cannelloni di ricotta al microonde. Poi musica. Social. Alle 16.30 mi viene in mente che devo giocare i numeri del Superenalotto per mamma. Sorpresa, in giro per via Is Mirrionis diverse persone di ogni età, non sembrano preoccupate. Rispetto a ieri più incontri di passanti con mascherina. Al rientro della giocata non ho potuto fare a meno di notare l"abituale avventore del bar sotto casa. Con la mascherina che sposta ogni pochi secondi per bere la sua birra portata fuori e che accompagna la sua fumata.
Ho sentito un amico. Dice tutto ok. Si parla dell'ordinanza RAS che costringerà forse la moglie a far rientro da un convegno nella penisola. Con lei pare ci siano tanti medici che, se in quarantena, domani non potranno garantire l'apertura di diversi reparti ospedalieri. Eh! Le norme, si sa, come ricordava Cicerone, summum ius summa iniuria

9 marzo 2020 - memento mori

Partenza da casa verso l'ufficio. 7.43 timbro. Tutto procede lento. Niente alunni né docenti. Il tempo non passa. Ogni tanto entra il direttore. Comunicazioni di servizio. Tra colleghi si commentano le ultime news, quasi increduli ma fiduciosi. Il collega dice che secondo lui tutti prima o poi verremo infettati. Dico che nelle mie mani ci sono segnate nettamente le M, memento mori. Si ride. In tarda mattinata guardo fuori dalla finestra. Una fitta pioggia. Dico, miseria sto per uscire, spero spiova presto.
Finalmente a casa. Pranzo. Ascolto la radio distrattamente. Dormicchio un po'. Che noia vado a fare la spesa. In Auchan Santa Gilla il supermercato è chiuso con dei pannelli grigi fino al soffitto lungo tutto il corridoio. Avevo dimenticato che chiudeva per lavori. Restano i negozi. Decido di andare al Market sotto casa. Poche persone. Tutte mantengono una certa distanza. Un filippino ha la mascherina, l'unico lì dentro. Pago, esco subito. Fuori un senegalese che chiede monete. Un barboncino legato al palo, fuori dal bar. Il suo padroncino sorseggia una ichnusa.
Torno a casa. Salgo le scale. Entro in bagno e mi lavo accuratamente le mani. Servirà? Non si sa mai. Accendo la radio. La prima parola che sento è coronavirus. Spengo. Chepalle. Meglio un libro. Raymond Carver, Da Dove Sto Chiamando, si presta alla lettura con le sue short stories.
 A domani.