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lunedì 22 giugno 2020

21 e 22 giugno 2020 - i pensieri dell'alba

Si, è proprio così, questo covid19 è stato come uno tsunami. Che continua l'onda da una parte all'altra del pianeta. Da noi cala la furia. Già da alcuni giorni si assestano in ribasso i dati dei contagi e dei decessi ora a 2 cifre.
Mentre in America Latina arriva la furia. Anche li, avrebbe detto Eduardo, ha dda passà a nuttata. Certo non possiamo che essere preoccupati, e parecchio, per come viene affrontato il problema, soprattutto in Brasile dove governa quel fascio di Bolsonaro; nell'idea che la pandemia colpisca i ceti meno abbienti, non ha alcuna intenzione di porre argine con misure già sperimentate in Cina e da noi. Il bastardo vuole l'immunità di gregge. Ad una bestia come lui non gli attacca nulla. Se penso che in Italia ha tanti, troppi, emuli ma che ovviamente si tengono cauti, la dice lunga su cosa si fa dietro l'angolo per le prossime tornate elettorali. Li vedete come scalpitano, sembrano i cavalli al palio di Siena dietro al canapo in attesa di schizzare via verso la vittoria della loro contrada. Nel mentre che il covid19 mieteva vittime, soprattutto nelle regioni amministrate dai fascioleghisti, quegli stessi stavano tramando per gestire la pioggia di quattrini, che vengano dal mes o recuvery fund poco importa, tanto lo riciclano alla bisogna. Intanto stiamo procedendo nella fase 3 della convivenza col coronavirus. Certo il ritorno alla normalità stenta ad arrivare, me ne rendo conto da quante persone circolano o da quanti si recano al bar, sempre pochi. Gli altri sono cauti. Alcuni, diceva la TV, hanno la sindrome della capanna. Poca o nulla voglia di uscire. Nel frattempo all'orizzonte non di intravede il vaccino. Per ora giusto la app Immuni, che dovrebbe monitorare o rilevare in poco tempo il raggio dei contagi, non pare abbia ricevuto il placet della massa. Dicono per paura dei controlli sociali. Siamo al paradosso. Se pensate che nei social mettono a nudo il loro ego e non solo ora dicono che la app ti controlla. Io non la installo per altri motivi. Non per questo.
Intanto, dicevo, questa pandemia ci ha portato a riflettere di più ed a trovare il tempo, smarrito da molto, tutto per noi. Musica libri film e pensieri in libertà. Giusto oggi ho riascoltato i Diaframma, un gruppo fiorentino formatosi fra la fine degli anni 70 e gli inizi degli anni 80. Unico componente superstite è Federico Fiumani. Autore cantante e chitarrista del gruppo. Mentre in quegli anni infuriava la furia iconoclasta del punk rock, anche da noi, gruppi come i Diaframma prendevano spunti per poi decollare verso un loro genere vicino alla darwave ma più intimista. Sempre riflessiva ed underground. Mi spiace non aver mai visto un loro concerto in Sardegna. Li ho mancati sempre per poco. Questione di distanze. Ora che ho maggiore mobilità non si sono più visti. Pazienza. Posso sempre ascoltare i loro Live. Anche se non è lo stesso.
E oggi, come ieri un un altro giorno da archiviare mentre di ca avanti nell'idea di archiviare quanto prima la pandemia.
Tra una riflessione e l'altra, oggi in presenza e ieri  in telelavoro, perché anche se questi del Ministero usano sinonimi questo non è Smart working. Le differenze ci sono e soprattutto dal punto di vista normativo. Staremo a vedere se la normativa delle circolari o dei Dpcm saranno tali da esautorare la Costituzione. Non credo. Intanto il tempo che arriverà ci prenderà? Staremo a vedere.

《In qualunque ora di questo giorno
E di questa notte
Qualcuno sempre sveglio sta'
Qualcuno che mai sonno ha.
E' il tempo che sta' per arrivare!
E' tutto il tempo ancora che arrivera',
Ci prendera'.》

Diaframma - I pensieri dell'alba






sabato 20 giugno 2020

19,20 giugno 2020 - solstizio d'estate

Il rumore dei decespugliatori dalla mattina presto è il segno che la stagione estiva è agli inizi. In realtà lo sfalcio dell'erba è già iniziato a maggio ma le piogge abbondanti hanno richiesto ulteriori tagli aggiuntivi. Quando sei nel tuo paesello cambia la percezione dei suoni e dei rumori. Anche in una giornata soleggiata come questa interessata da un persistente maestrale, sei in grado di capire chi svolge lavori di sfalcio dell'erba, da quale terreno vicinato o famiglia, o chi sta facendo dei lavori di manutenzione della casa. Chi mette a posto le tegole o il taglio di rami ingombranti. In città no, tutte queste questioni passano in secondo o terzo piano, nelle frequenze in decibel dei motori o i mezzi meccanici, clacson sirene, che superano tutto. Per cui se ci sono lavori di ammodernamento o sfalcio dell'erba importa poco niente a qualcuno, se non per il disturbo per parcheggiare o il rumore. Dunque questi rumori creano una barriera fra le vie importanti e le altre, una colonna sonora che ti disturba i pensieri e ti sconcentra se non sei abituato. Chi come me che ha la fortuna di vivere anche alternativamente, soprattutto il fine settimana, in un piccolo centro riesce a distinguere suoni dai rumori. Questo normalmente. Durante il lockdown, prima che fossi costretto a tornare al mio comune di residenza, ho avuto modo di "sentire" il silenzio notturno di Cagliari. Incredibile. L'ultima notte ho sentito addirittura un Grillo rintanato in una crepa del muro nell'edificio difronte, rotto solo dalle poche ambulanze che passavano nella via Is Mirrionis sede del SS Trinità ora deputato a Centro Covid.
Nei centri dell'interno, ma già dopo la cintura del capoluogo, invece il controllo sociale e la conoscenza diretta degli abitanti ti coinvolge anche in queste attività di cui parlavo e i suoni sono tutti chiaramente distinguibili. Dal rumore dell'autocarro del vicino al trattore di chi va al suo ovile per mungere le bestie, ma anche le chiacchiere di chi fa la passeggiata mattutina o al tramonto e di incrocia con altri, per cui spesso dal timbro della voce riconosci di chi si tratta. Ma anche il canto del gallo, o l'abbaiare del cane del vicino al passaggio anche se leggero di un gatto o l'avvicinarsi del postino al cancello li distingui chiaramente da dove provengono. Mi è stato chiesto perché rientravo spesso al mio paese e cosa ci trovavo di speciale. Ho sempre prontamente risposto "il silenzio", sopratutto la sera in inverno che ti consente di concentrarti sulla lettura di un libro. Questa pandemia, posso dire, che nei piccoli centri come il mio quasi non ha disturbato il lento procedere delle giornate; per non parlare dei contagi che se non fosse per i media che giornalmente riportavano i nomi dei luoghi dove si registravano, da noi sono stati inesistenti nel raggio di almeno 30 kilometri.
Se comunque stiamo tornando in una precaria "normalità" in convivenza col coronavirus nel resto del mondo andiamo malissimo. Per citare il più grave, in Brasile il numero dei contagi coronavirus ha superato con oltre un milione di contagi e quasi 50 mila morti.
In questa cornice, paesana, silenziosa, immersa nel verde, con tanti appassionati che raggiungono siti archeologici per assistere al solstizio d'estate iniziato ieri 19 fino al tramonto del 21 giugno, oggi, nella giornata più lunga dell'anno, riprende il campionato di calcio che vede disputare l'incontro, che ovviamente mi riguarda in quanto sardo, di Verona-Cagliari nel secondo recupero della 25^ giornata di campionato col debutto di Zenga allenatore. Non mi resta che augurarci un grande in bocca al lupo considerato oltre i mesi dello stop del covid19 che la vittoria ci manca da diversi mesi.
Forza Cagliari, forza rossoblù 

giovedì 18 giugno 2020

17 e 18 giugno 2020 - Coppa Italia

Giusto di recente notavo che non ne usciremo migliori dicendo che alla prima occasione avremo tirato fuori il peggio che alberga in noi. La finale di Coppa Italia ne è la prova provata. A poco rileva che abbia vinto una squadra del sud o del nord. È uguale. Perché davvero pensate che diversamente si sarebbero comportati meglio. Non credo. I festeggiamenti ci stanno e pure la gioia di veder vincere un trofeo in questa situazione, così però è davvero eccessivo e fuori dal segno. Detto questo non comprendo però le notizie sui media che criminalizzano eccessivamente. Certo, mi direte, quando ci furono gli assembramenti in prossimità dei navigli anche io non sono stato tenero, però di trattava di un periodo ancora in fase di assestamento, in attesa del calo contagi per cui quella calca era davvero imbarazzante. Ma oggi cosa ci dobbiamo aspettare da chi per tre mesi e più è stato costretto agli arresti domiciliari inventando scuse per uscire compreso quello di far urinare i propri animali più volte al giorno. Nulla. Quello che è accaduto ieri rientra perfettamente nello stile della italianità che solo fino a un certo punto tiene dritto con le norme, poi deraglia. Ma cosa vi aspettavate che al termine della partita non si potesse esultare ma reprimere la gioia con un semplice urrà. La soluzione era a monte. Le partite non andavano ancora disputate. I funerali però continuano a celebrarsi con un numero limitato di presenze. Nel calcio vi siete inventati l'incontro a porte chiuse. E i milioni di tifosi? Ma si sa, e mi ripeto, panem et circenses.
Non che certuni in questi giorni abbiano dimostrato cose migliori: sit in, manifestazioni ecc. con assembramenti fuori controllo e con a capo leader che si candidano alla guida del Paese con la mascherina nel mento in mezzo a selfie come fossero divi o stars, o ancora nel farsi indegnamente notare nella divorazione di ciliege come se non vi fosse un domani, mentre qualcuno al  suo fianco parla di neonati deceduti. Tutto questo è macabro deviato e disgustoso; ma ditemi come potete criminalizzare chi esulta per un trofeo e nel contempo difendere chi ha comportamenti barbari davanti al tv? I politici d'altri tempi andavano in spiaggia, forse erano eccessivi, in giacca e cravatta. Oggi se non hanno il mojito, a torso nudo, non sono fighi. Il segno dei tempi. Prima di chiudere debbo segnalare anche oggi una diminuzione dei contagi. Piuttosto di quei pochi l'ottanta percento nella lombardia. Sarà un caso? Spero davvero che si siacal termine della pandemia. E se ci fosse un ritorno improvviso saremo pronti come in Cina questi giorni che con poche decine di casi hanno imposto il lockdown per venti milioni di persone? Non credo che la stampa si trovi pronta se per pochi casi in Cina apre i giornali a caratteri cubitali esaltandone il pericolo mentre del Brasile o USA poco di dice. Credo che i nostri tigì siano ancora schiavi degli Americani e che in questa nuova guerra fredda abbiano già deciso maldestramente di schierarsi da parte di chi,già dai primi del secolo scorso, ha scatenato guerre nel pianeta, l'unica economia che regge è quella delle bombe. Le loro. E noi a difenderli. Meglio prendere le distanze. Finché siamo in tempo.
A si biri



martedì 16 giugno 2020

15 e 16 giugno 2020 - lavoro agile, ma non troppo

Prima che arrivasse la bestia covid19 lavorare in rete sembrava impossibile. Nel senso che se ne parlava perché la pubblica amministrazione aveva avviato tutte le procedure per la dematerializzazione, ma all'italiana, cioè le norme lo imponevano ma tutti continuavamo, e qualcuno continua, a fregarsene altamente stampando in continuazione, sprecando risme di carta, con ovvie ricadute economiche, per non parlare di quelle ambientali. Dunque smaterializzazione ma in che termini. Si navigava a vista e le leggi con ampie zone grigie parevano consentire e negare certi comportamenti e procedure. Questo fino a due anni fa, almeno nella nostra segreteria. A parte l'utilizzo della carta, che pareva nella sua oggettività indispensabile, oggi quasi non si stampa più. Ora mi ritrovo a riciclare il retro di vecchi fogli stampati per scarabocchiare o schematizzare eventuali tabelle di Excel. La mia stampante, quella di casa, a dicembre lampeggiava per la carenza del giallo; successivamente del ciano e magenta. Ora non lampeggia più. La luce rossa è fissa. Nel frattempo è accaduto che, il 10 marzo, proprio per porre rimedio alla carenza del colore, mi sono recato nel negozio dove abitualmente, si fa per dire visto che stampo poco, acquistavo le cartucce, ovviamente compatibili. Il negozio, così come quello a fianco di scarpe e una merceria, era inesorabilmente chiuso. E già dovevo pensarci prima. Ma queste cose si sa le trascuriamo e tendiamo a procrastinare. Per anni il direttore della segreteria insisteva sulla necessità di attrezzarci psicologicamente al lavoro, anche, a distanza, in remoto, on line, insomma non in presenza. Nel frattempo abbiamo pure fatto corsi in elearning su software e metodi di lavoro. Bene oggi posso tracciare una linea sotto. Non mi è servito. Quando le cose ti arrivano da su, da chi ti impone che bisogna fare corsi ecc ecc, quasi in automatico la tua testa seleziona la modalità "disinteresse", nel senso che non va preso sul serio. Poi c'è la questione che pensi al futuro lontano per cui non capivi il motivo di specializzarsi in modalità a distanza quando nel contempo il direttore sceglieva il nuovo mobilio dell'ufficio con situazioni ergonomiche quindi mentalmente obliteravi quella modalità. Il paradosso è che il paladino del lavoro Agile dall'emergenza a tutt'oggi va in ufficio e non lavora in modalità agile. Non solo ora di pretende che a turno in due si garantisca la presenza almeno in due aree. Quindi ieri mi sono ritrovato a lavorare nella mia postazione e ho scaricato una quintalata di spam dalla mail relativa a mascherine plexiglass termometri gel webinar ed altre cose ormai a la pàge. Questo è l'algoritmo che è utile per l'uomo ma che contestualmente esso stesso diventa il prodotto, quale consumatore e produttore. In realtà oggi in questo post volevo parlare dell'algoritmo nel mondo del lavoro un argomento che è stato la base del mio intervento al congresso sindacale. Poi si sa quando si inizia a scrivere, come quando sei al bar con gli amici deragli dall'argomento principale per dire altre cose. Un po' come quando ascolti musica e d un brano ti ricordi situazioni in flash back e ascolti allora tutt'altro magari passando dal classico al jazz o al punk. Ecco lo sapevo sto fi nuovo divagando. Vabbè ora mi ascolto Take Five di Dave Brubeck e non se be' parla più.
A si biri



domenica 14 giugno 2020

13 e 14 giugno 2020 - un altro giorno è andato

Iniziare un post con l'idea del tempo che scorre e del giorno andato ovviamente non è una mia idea. Se questi mesi, sospesi nell'aria, nell'incertezza del tempo che verrà, del futuro, de su tempus benidore, si direbbe in sardo, del futuro gravido, ora più che mai, di incertezze, ci siamo spesso preoccupati di come passare le giornate al chiuso delle nostre case, nel lockdown forzato oltre che dalla legge dalla paura di contrarre il male, alla fine le giornate scorrono inesorabilmente e noi nel bene o nel male possiamo conteggiare questi segmenti della nostra vita. Dunque parlare del tempo che scorre, questo il senso del post, senza presunzione di affrontare o sviscerare l'essenza o le sensazioni, ma pour parler, per trovare un aggancio col mondo virtuale, magari di chi, forse, si affaccia nel mio blog e si sofferma, se mai lo farà, a leggerlo, per stimolare una interlocuzione.
Tanti sono i poeti scrittori ed artisti che ne hanno tratteggiato le sensazioni del tempo che corre, <<tempus fugit>>, preso alla lettera sta a significare il tempo che fugge, che corre, che ti scappa dalle mani. Nelle Georgiche Virgilio scriveva "Sed fugit interea fugit irreparabile tempus" (ma fugge intanto, fugge il tempo irreparabilmente). Mentre Orazio scriveva "Dum loquimur fugerit invida aetas: carpe diem quam minima credula postero" (mentre parliamo il tempo sarà già fuggito, come se ci odiasse: cogli l'attimo confidando il meno possibile nel domani). Eraclito si esprimeva con un Panta Rei, tutto scorre. Attribuzione che Platone fa indirettamente di Eraclito, nel "non si può discendere due volte nello stesso fiume", nel considerare l'eterno divenire della realtà.Un'idea ripresa da Franco Battiato nel brano "Di Passaggio", dove ci dice che "Passano gli anni, i treni, i topi per le fogne, i pezzi in radio, le illusioni, le cicogne, passa la gioventù".
Questa idea, concetto e stato d'animo, in chi vede il tempo che scivola inesorabilmente dalle dita è chiaro e più volte affrontato da Francesco Guccini che oggi, 14 giugno, compie ottant'anni. Nell'album "L'isola non trovata" troviamo nella quinta traccia due versi che racchiudono lo stato d'animo, io credo, in questi giorni di pandemia che ci lasciano sospesi mentre il tempo fugge e va: "Giornate senza senso, come un mare senza vento, come perle di collane di tristezza... Le porte dell'estate dall' inverno son bagnate: fugge un cane come la tua giovinezza. Negli angoli di casa cerchi il mondo, nei libri e nei poeti cerchi te, ma il tuo poeta muore e l' alba non vedrà e dove corra il tempo chi lo sa?"
La domanda che si poneva Guccini in questa canzone del 1971, cinquant'anni fa, è proprio questa "... dove corra il tempo chi lo sa?". Chissà cosa direbbe oggi, magari lo ha già detto in una delle tante interviste fatte nel periodo imminente al compiere questa veneranda età. Ma il riferimento al tempo resta centrale, sempre in questo album, nel brano "Il Tema", dove Guccini canta "... soltanto il tempo...", come se fosse un dettaglio o un argomento da trattare così fra amici tra una amenità e l'altra, quasi a mascherare invece l'importanza che gli dava, allora, a poco più di trent'anni:"Un anno è andato via della mia vita, già vedo danzar l'altro che passerà. Cantare il tempo andato sarà il mio tema perchè negli anni uguale sempre è il problema: e dirò sempre le stesse cose viste sotto mille angoli diversi, cercherò i minuti, le ore, i giorni, i mesi, gli anni, i visi che si sono persi, canterò soltanto il tempo..."
Ed io che ho avuto da ragazzo una quasi venerazione per questo poeta oggi, anche io avanti nel tempo e nell'età, quasi mi commuovo a riascoltare i suoi brani e ricordare cosa facevo quegli anni che lui componeva e cantava preziose canzoni che mi hanno sempre accompagnato, senza che però mi aspettassi molto da Guccini, tanto meno che la pensassimno allo stesso modo. Leggevo giusto ieri alcuni post o twitt dove qualcuno lamentava che non si considerava comunista o chissà cosa destando una quasi tradimento da chi magari pensava che le loro idee fossero identiche alle sue. Per fortuna sono riuscito sempre a staccare l'uomo cantante, con le debolezze umane aspirazioni et similia, da quello che scriveva o cantava. Non me ne sono mai fatto una preoccupazione. Sapere che Guccini veniva considerato anarchico o comunista o semplicemente di sinistra decontestualizzandolo da cosa scriveva o cosa scrive non mi riguarda. Resta che, come dicevo, è stato e sarà uno dei miei cantautori preferiti. E di questo lo ringrazio.
Buon compleanno Francesco Guccini

venerdì 12 giugno 2020

11,12 giugno 2020 - sangue sudore e lacrime

Mentre noi siamo dentro la fase 3, per cui pazientemente e alacremente stiamo imparando a convivere col coronavirus, nel mondo la pandemia tiene banco. In America Latina si registra un boom di contagi per cui si ritrova nel vortice della pandemia che coinvolge una popolazione superiore a un milione e mezzo di contagiati. In Europa abbiamo raggiunto il picco dei contagi ma in polonia e in Svezia ancora si teme un aumento nelle prossime settimane. Il Brasile risulta, in modo preoccupante, il più colpito con 800.000 contagi e quarantamila morti; solo negli ultimi tre giorni c'è stato un aumento vertiginoso di centomila contagi. Per non dire nel Medio Oriente dove i morti di covid nello Yemen si aggiungono ai morti per le bombe e il colera. Mentre nella martoriata Palestina non si hanno notizie se ricercandole in rete dove ci notiziano che i 14.500 circa operai che ogni giorno ritornano da Israele a casa loro nella Cisgiordania passando nei check point israeliani rischiano di contagiare in modo incontrollato il resto della popolazione; si segnala pure che nelle carceri israeliane migliaia di palestinesi rinchiusi senza alcuna misura di distanza o igienico sanitarie. Queste sono alcuni riquadri a random di situazioni del globo, per dire che fino a qualche mese fa si scherzava sulla portata di questo virus per alcuni addirittura paragonabile ad una influenza stagionale. Noi siamo rimasti in lockdown con un blocco delle attività produttive che ha determinato, secondo recentissimi dati, un aumento di centomila disoccupati, senza contare chi ormai da anni il lavoro non lo cerca più. Dopo i risultati confortanti sul versante dei contagi nazionali dobbiamo comunque registrare un aumento nelle ultime 24 ore, seppur minimo, del numero dei contagi di cui su 400 circa il 69% sono in Lombardia. Il trend è questo per cui da diversi giorni abbiamo Regioni a zero contagi o al massimo 1 al giorno mentre al nord la situazione è sempre quella che preoccupa di più. Ho già detto come la penso e questo lo riporto per uno stimolo sulla riflessione. Detto questo penso che in tanti, troppi, legittimamente vogliano correre verso la "normalità" e credo, però e purtroppo, che in tanti stiano dimenticando quello che è accaduto nei tre mesi. Una prova di normalità ce l'abbiamo giusto oggi con l'inizio delle competizioni calcistiche, prima del campionato che riprenderà dopo 103 giorni di stop forzato il 20 giugno, con l'incontro di cartello Juve-Milan. Ma si sa che i giochi, le gare, le competizioni e sport di massa sono la passione del popolo, non a caso per i romani era la droga più formidabile unita al cibo, con la dicotomia "panem et circenses". Quindi a passi lesti verso la normalità e verso l'estate imminente che vede, a quanto pare, una volontà di vacanze che interesserà un italiano su due, ancora poco, ma che comunque è un segnale di volontà di tornare alla vita normale. Certo dopo tanti proclami fughe in avanti e marce indietro della nostra giunta regionale, per quanto ci riguarda da vicino, non mi pare di intravedere controlli o qualcosa che gli assomiglia riguardo ai turisti che verranno e stanno già arrivando in Sardegna. Piluccando in rete ho visto che negli aeroporti sardi, oltre alla misurazione della temperatura, se non è ancora stato fatto prima della partenza, i passeggeri dovranno mettere in uno scatolone di cartone una scheda con i loro dati, non ho capito bene di che dichiarazione si tratti ma fossi al posto dei nostri amministratori mi porrei alcune domande sul versante della sicurezza. Che diamine ci hanno tenuti bloccati per mesi, in tati comuni dell'Isola, che in questi dieci registriamo zero contagi al massimo uno, ed ora dobbiamo davvero stare attenti perchè, francamente, non ci fidiamo delle misure, se ce ne sono, che sono state prese dalla Regione. Insomma abbiamo assistito per mesi a questo abbaiare continuo e poi, forse con l'arrivo del proconsole leghista, nulla di quanto dichiarato, così come avevo scritto io in alcuni post. Davvero preoccupante. Per fortuna che la Sardegna è fatta da tante piccole isole per cui si vive da sempre in una situazione di abitanti in isole nell'isola, con un controllo sociale che frenerà senz'altro un eventuale ritorno del covid. Nella speranza che nulla accada di grave, anche se come dice il proverbio "chi visse sperando, morì non si può dire", continua la nostra vita quotidiana.
In tutto questo marasma generale la situazione negli USA riguardo alle manifestazioni del BlackLivesMatter stanno mettendo a dura prova il potere del tycoon il quale non aveva, e non ha, preso sul serio la pandemia invitando a usare o curarsi con la candeggina. Ci sarebbe da ridere per questo personaggio da baraccone se non fosse che ha comunque un grande seguito, anche da noi, e che ha a disposizione il famoso bottone rosso per il lancio delle atomiche. No, davvero, questo mi preoccupa più del covid19. A proposito degli U.S.A., e giusto per stemperare queste preoccupazioni dovute al periodo, voglio segnalare che anche a distanza di quasi cinquant'anni resta, almeno per me, inossidabile il gruppo dei Blood, Sweat & Tears, Sangue Sudore e Lacrime, che in questo periodo non mancano, capitanato dal polistrumentista Al Cooper; in particolare del loro primo album "Child Is Father to the Man" del 1972 con quella magnifica seconda traccia "I love you more you'll ever know" (scritta dallo stesso Al Cooper) che da giorni non smetto di ascoltare; la ascolto volentieri in tutte le varie altre versioni di artisti come Donny Hathaway, forse la più conosciuta con quella carica soul, quella di John Bonamassa con Beth Hart, dinGary Moore e la fantastica Amy Winehouse. Meritano tutte di essere ascoltate e riascoltate, chissà che non ci diano una maggiore carica di resilienza. Fanculo al coronavirus.

mercoledì 10 giugno 2020

9, 10 giugno 2020 - e la Fase ... va

Quando ho iniziato questo blog non pensavo di proseguire né, tantomeno, avevo idea di cosa stesse succedendo e se ne avremmo visto la fine. Insomma quella luce in fondo al tunnel. Giusto tre mesi fa, il 9 marzo 2020 ho iniziato a prendere appunti quotidiani di cosa stava accadendo e certamente avevo, ma credo tutti, la sensazione di trovarmi diffronte a qualcosa di inedito a livello Planetario. Ovviamente dico della nostra generazione. Perché con pestilenze o pandemie l'umanità ha già fatto i conti diverse volte riempiendo pagine di giornali o scrivendoci dei libri romanzi poesie e più di recente film. Per non parlare di tutta quella letteratura distopica tornata prepotentemente in auge. Ho iniziato quasi per caso. Ho scritto quello che mi passava per la testa o che percepivo. In passato avevo un blog sulla piattaforma splinder ormai cessata di cui ho conservato poco se non amicizie virtuali che sono emigrate in altre piattaforme. L'idea mi è venuta leggendo un post nei social dove un mio conoscente diceva di tenersi lucidi e tranquilli e di tenere un diario o una raccolta di appunti, non si sa mai che sarebbe tornato utile nel caso in cui ci avrebbero costretti in casa, per tenersi occupati, e a futura memoria. Così è stato. Il giorno prima, la domenica, esattamente l'8 marzo, giornata della donna, di sera verso le 19 nella piazza del paese eravamo circa una dozzina fra amici e conoscenti. Qualcuno scherzando ha detto "scattiamo delle foto, magari non ci rivedremo per qualche mese". Tutti a ridere divertiti. Ci aveva azzeccato, non fosse altro perché dalla tv non si sentivano che notizie poco rassicuranti dalla Cina e dal nord Italia, quindi diciamo che non ha fatto un grande sforzo d'immaginazione. Presi in parola, ho fatto giusto due scatti e poi con un amico ci siamo recati nel bar vicino per berci una ichnusa non filtrata prima di cena. L'ultima, da allora per almeno due mesi e mezzo. Ci sono tornato con un amico dell'infanzia giusto il primo giorno di apertura dei bar, secondo il Dpcm, per bere alla nostra salute muniti di mascherina, in una atmosfera surreale dove si cercava di riderci sopra ma con una vistosa preoccupazione. Anche perché le misure da tenere nei locali pubblici erano in fase di sperimentazione.
Dicevo di quel 9 marzo scorso. Mi trovavo a Cagliari la mattina in ufficio e già, dalla finestra, si vedeva in giro qualcuno con la mascherina. Non nego che l'ho trovato eccessivo. Tuttavia questa precauzione con le altre, forse, hanno consentito di tenerci al di sotto della media nazionale sul fronte contagi e se non fosse per quanto è accaduto nelle RSA, in particolare a Sassari e dintorni, la Sardegna avrebbe avuto un numero di contagi inferiore alla metà. Certo, col senno di poi. Il giorno seguente in ufficio abbiamo iniziato a diminuire il numero dei presenti a lavoro stabilendo una turnazione che ci ha portato da li a poco a prevedere quasi del tutto il lavoro Agile con presenza limitata agli impegni indifferibili. Domani di nuovo in turno, secondo il sistema a ritroso come si è iniziato con la speranza di tornare a breve a pieno regime nella "normalità". Sia ieri che oggi in Sardegna niente contagi né decessi, credo nessuno in terapia intensiva. Nonostante il mese luminoso ieri ed oggi la temperatura si è  abbassata e di tanto in tanto assistiamo qualche rovescio meteo. Mi pare di aver già scritto che questo periodo, seppur funesto, in sintonia con l'anno bisestile (annu bisestu, annu funestu) ci ha consentito di leggere tanto ed ascoltare musica. Tanta buona musica. Se vogliamo vederci il lato positivo.
Oggi, dopo aver finito una parte del lavoro in rete, ho riascoltato (dopo anni) alcuni album degli XTC. Questo gruppo inglese nato nei primi anni 70, piuttosto sui generis, ha avuto un discreto interesse e seguito nel periodo punk e della new wave negli anni settanta/ottanta ma ancora più determinante perché ha influenzato il britpop degli anni 90.
Ricordo che in quei primi anni 90 li ascoltavo col collega dell'università fornito di un impianto stereo con tanti vinili, fra cui tre degli XTC, "Go2", "Drums and wires" e "black sea". Lo ricordo bene perché ho ancora le musicassette registrate direttamente dal suo impianto. A questo serve un blog, a ricordare e riordinare le idee. Parafrasando un film del grande maestro Fellini termino con un ... E la Fase ... va
A si biri


lunedì 8 giugno 2020

7 e 8 giugno 2020 - Zappa e fase 3

Se scendi in città, nel capoluogo sardo, dal tuo paesello puoi sentire un album intero all'andata e uno al ritorno. All'andata Carla Marciano Quartet mi ha ricordato che John Coltrane ha seminato bene e vi sono tanti ottimi musicisti che ne stanno prendendo in pieno la sua eredità. Il Bebop e postbop ti consente di guidare tranquillo anche se fuori minaccia di piovere da un momento all'altro, ma tanto sei al chiuso. Questo post lockdown di buono ha che abbiamo imparato a riprenderci il nostro tempo quindi l'andatura del veicolo è lineare almeno fino a Villasanta che ti inserisce nella SS 131. Dopo capisci che stiamo tornando alla normalità perché il flusso del traffico si fa più corposo fino a Cagliari. Molti i camion che sicuramente sono in ritardo sulle consegne accumulatesi in questi tre mesi. Sulla destra lo sfalcio dell'erba va avanti. Per qualche settimana in certi punti della strada impediva la visuale. Mai vista così tanta erba.
All'ingresso di Cagliari decido di parcheggiare a Sant'Avendrace, dopo la rotatoria. Non voglio perdere l'abitudine di fare almeno diecimila passi giornalieri, visto he devo andare al sit in sulla scuola in piazza Carmine riuscirò senz'altro a totalizzare quel numero di passi. Step by step arrivò diffronte al palazzo del commissario di governo e TAR. Un po di bandiere, iniziano ad arrivare rappresentanti di varie sigle, precari, qualche sindaco. Dopo gli interventi si è fatto mezzogiorno e mezzo. Ritorno a piedi verso la mia macchina. Ottomila passi già fatti e una fame che va bloccata con un panino al prosciutto, e una birra non filtrata. Nei tre medi di lockdown la birra mi è mancata ma senza grandi paranoie. Sono dell'idea che si beve al bar con gli amici. Coi bar chiusi, pazienza. L'idea di andare al bar con la mascherina per me è davvero un deterrente, non ci riesco, mi blocca. Quindi stamattina ho infranto la regola accompagnando il panino con la birra.
Dopo in ufficio, qualche consulenza pomeridiana e di nuovo di ritorno. Quindi la scelta della musica da sentire diventa necessaria. Discontinuità sul genere ascoltato prima, il jazz. Cosa mettere, rock? Oppure. Altro.
Inclassificabile e sopra i generi che riesce a coprire quell'ora fi viaggio? Frank Zappa.
A proposito di Jazz Zappa diceva «Il jazz non è morto. Ma manda un odore curioso.» Le due sparate fuori dagli schemi mi hanno sempre divertito come la tua musica, complessa composita ma unica ed interessante. Frigo nella playlist e Bongo Fury fa al caso. Parte con Debra Kadabra, via verso il traffico che fino alla rotatoria del cimitero è bello corposo. Qualche furbo cerca di infilarsi per arrivare prima. Prego
Si accomodi. Tempo ne ho. La giornata è quasi finita e c'è Mr. Zappa a tenermi compagnia. Ieri ho ascoltato doppio Guitar, mentre facevo la mia camminata paesana. Che ho dovuto interrompere dopo venti minuti per un un acquazzone improvviso. Meno male che siamo a giugno e siamo nella Fase Tre. Sia ieri che oggi la parola magica è Zero, zero contagi e zero decessi. Nel resto dello Stivale al solito la Lombardia registra un un incremento che da sola ha i due terzi dei casi nazionali. Niente, il loro governatore continua a glissare sostenendo che da loro è tutto ok. Contenti loro. Se ne ricorderanno alle prossime tornate elettorali? Non credo. Come dicevo non se ne uscirà migliori.
A biri









sabato 6 giugno 2020

5,6 giugno 2020 - la scuola è finita

Siamo arrivati all'ultimo giorno di scuola con tutta una serie di piccoli successi, fallimenti, sperimentazioni, fughe in avanti, che la tecnologia ci ha consentito. Non tutte le Regioni chiudono oggi 6 giugno, la maggior parte si, fra cui la Sardegna. Quest'anno di certo non passerà senza che venga ricordato per diversi lustri, nel bene e nel male, ma l'istruzione è un settore strategico e fondamentale di un Paese che deve raccogliere le sfide future e preparare i suoi cittadini a raccoglierle. Non a caso i diversi ministri che si sono succeduti, ma che secondo me hanno portato avanti l'idea della loro compagine politico/partitica di riferimento, non hanno fatto un buon lavoro, perchè pensavano ed hanno pensato di usare questo formidabile ministero per forgiare le menti dei discienti secondo le loro opinioni. Se penso alle riforme della scuola che in realtà si sono concretizzate in una destrutturazione della scuola pubblica, ci hanno portato ad una situazione non all'altezza dei tempi. Gli anni ottanta la nosta scuola, nei suoi ordini e gradi, era vista come punto di riferimento in Europa. Oggi siamo il fanalino di coda. Pensare che la scuola debba avere una struttura aziendalista, così come si evince nei suoi vari commi della Legge 107, ci ha portato ad un mezzo disastro. Ma non è certo questa legge la prima responsabile deil disastro; la nostra scuola, quella pubblica, libera laica e democratica, ha ricevuto diverse incursioni dalla normativa ordinaria andando a minare anche l'assetto e la composizione numerica del suo personale, sempre più demotivato senza strumenti e con uno stipendio non dignitoso, che fatica ad arrivare all'ultimo giorno perchè nonostante le varie sentenze della Corte di Giustizia Europea il ricorso al lavoro precario è atutt'oggi strutturale. Figuriamoci poi agire in questo perimetro nel pieno della pandemia costretti ad inventarsi una Didattica A Distanza che ha mostrato vistose falle e non all'altezza della situazione. Le famiglie si sono dovute attrezzare e barcamenare, al chiuso del lockdown, con device e il supporto ai figli in età scolare. I docenti dal canto loro si sono dovuti gettare a volo d'angelo in questo percorso formativo, senza alcuna formazione, nell'incertezza se il lockdown terminava a breve oppure se l'anno si concludeva in quella modalità, senza ritornare a scuola. I dirigenti scolastici si sono dovuti inventare in continuazione delle soluzionì, talvolta pasticciate e affastellate con l'idea che il coronavirus avesse consentito una sospensione dei diritti dei lavoratori, CCNL compreso, e che quindi quella modalità di didattica consentisse di "pretendere" l'attività, in concreto, di molte più ore previste per i vari ordini e gradi di scuola, usando il grimaldello del "senso di responsabilità". troppo comodo. I docenti ed il personale ATA non aveva e non ha una missione che va oltre i loro compiti perchè la situazione lo richiede. I periodio emergenziali non devono mai essere scudo di giri autoritari e di arretramento dei diritti. D'accordo i doveri, ma contro bilanciati. Dunque dal livello apicale, la ministra, fino al DS della scuola del più piccolo comune d'Italia si è andati avanti a tentoni in una scuola iperdimensionata perchè negli anni precedenti, ormai lustri, la scure del ministero delle finanze aveva, ed ha, operato tagli lineari che hanno determinato i danni che tutti sappiamo. Dopo di che, il diluvio, cioè il Covid19 ci ha fatto riscoprire che gli edifici sono inidonei, alcuni stanno letteralmente cadendo a pezzi, le classi inidonee, in diverse situazioni delle vere e proprie trappole e classi pollaio. E tanti altri mali che a elencarli fa venire il maldistomaco. Dunque si è riscoperto il concetto misterioso del lavorare in "sicurezza", ed ora pure nella garanzia del distanziamento. Ho sentito diverse soluzioni del come si dovrà iniziare a metà settembre che hanno del surreale, con intercapedini minimi di plexiglass mascherine e visiere etc., alunni e docenti che dovranno portare per l'intera mattinata delle lezioni, perchè a quanto pare l'idea è quella di riaprire le scuole e sbarazzarci di questa mortifera D.A.D.. Poco male. In questo quadro si è mosso il governo che in tutta fretta ha approvato il DL scuola con una maggiornza di 245 voti contro i 122 dell'opposizione. Nei giorni precedenti abbiamo assistito a momenti di bagarre e ostruzionismi dell'opposizione contro questo decreto che, a prescindere dagli schieramenti giochi di bottega et similia, non toglie che è pieno di falle e non risponde alle esigente reali, come la parte relativa al concorso dei docenti e le risposte sul personale. Tant'è che per lunedì 8 giugno, uno anche ieri 5 giugno, è stato indetto uno sciopero dei sindacati confederali per chiedere maggiore sicurezza e misure straordinarie che evidentemente questo DL non contempla in pieno. Detto questo speriamo di riprendere a settembre senza covid19 e in sicurezza, non sarebbe male anche pensare al rinnovo del CCNL già scaduto a pochi mesi dalla sigla, perchè sul tavolo ci sono molte questioni da dipanare, non ultima la retribuzione. Tutto questo, ripeto, perchè la scuola che chiediamo è quella all'altezza dei nostri tempi in grado di dare la formazione ai nostri giovani, della generazione Covid (o covid generation), che risponda ai ciò che Piero Calamandrei diceva sullo scopo della scuola: "Trasformare i sudditi in cittadini è miracolo che solo la scuola può compiere". Ma anche la citazione di Malcolm X non è da meno, per cui "La scuola è il nostro passaporto per il futuro, poichè il domani appartiene a coloro che oggi si preparano ad affrontarlo"


giovedì 4 giugno 2020

3,4 giugno 2020 - Fase Tre

Nel libro La Peste di Camus di legge:《Estrasse da uno sterilizzatore due maschere di garza idrofila, ne porse una a Rambert e lo invitò ad indossarla. Il giornalista domandò se serviva a qualcosa e Tarrou rispose di no, ma che rassicurava gli altri. 》
Ecco giusto oggi, ritornato alla "normalità", ma già da ieri, uscito dalla modalità Lavoro Agile per riprendere il turno in ufficio, in presenza, ho pensato al senso della mascherina al chiuso, praticamente solo, in un un ambiente igienizzato, io che indosso il dispositivo al chiuso come indicato dall'RSPP, ho la stessa reazione di Tarrou, penso che non serva ma che sia rassicurante. A volte credo che tutte queste precauzioni siano, o siano state, eccessive, ma mi dura poco. Tutte queste persone che incontri e le indossano, pensi, non possono essere uscite di senno. Eppure. Se penso al ruolo dei media nel creare tensione o attenzione ed indirizzare le masse su comportamenti che fino a pochi giorni prima parevano assurdi ed ora sono generalizzati, non so più cosa pensare. L'altro giorno mi trovavo in un paese del centro Sardegna dove il covid19 non c'è passato manco di striscio. Eppure. Per strada, nei negozi, anche in macchina indossavano il dispositivo facciale dal più anziano al bambino. Parlo non dei primi di marzo ad inizio pandemia ma dell'oggi, di questi giorni, della Fase Tre, dove da giorni riscontriamo contagi Zero.
Passati tre mesi credo che il dispositivo ora rassicura solo se stessi, anche gli ipocondriaci più incalliti. Quando mi sintonizzavo sulla puntata giornaliera dello snocciolamento dei dati sui contagi e su decessi vedevo Borriello e Locatelli, o Brusaferro che, forti del solo distanziamento, non indossavano mascherine. Mi sono fatto l'idea che forse abbiamo ecceduto. Forse. Vabbè si parla di un probabile ritorno, in autunno. Ma siamo già pronti. Stamattina in città ho visto troppi guanti e mascherine per strada abbandonati in ogni dove. L'ho detto già in un altro post che non ne usciremo migliori, queste cose denotano che al di là delle "rassicurazioni" ci sono ancora troppi ignoranti che sporcano il mondo, tanto più con rifiuti pericolosi. E a quanto pare non c'è rimedio. Intanto siamo nella Fase Tre e ci pare che si stia tornando, seppur lentamente, alla normalità. Io direi fin troppo. Pensate che sono tornati i complottisti che addirittura riempiono una piazza con abiti arancioni inveendo contro il governo che ci ha bloccato per mesi; scommetto che fra questi ci sono quelli stessi che twittavano che per la peste non si stava facendo abbastanza.
Nel libro di Camus ci sono anche questi personaggi con la descrizione della miseria umana con le sue bassezze e vigliaccheria. Quando lo lessi tanti anni fa non pensavo potesse accedere, dandogli giusto un taglio distopico. Mi sbagliavo.
Dunque visto che quanto sto vedendo mi ispira davvero poca fiducia nell'umanità chiudo con quest'altra perla del libro...
《Gli uomini sono buoni piuttosto che malvagi, e davvero non si tratta di questo; ma essi più o meno ignorano, ed è quello che si chiama virtù o vizio, il vizio più disperato essendo quello dell'ignoranza che crede di saper tutto, e che allora si autorizza a uccidere.》
Adieu



martedì 2 giugno 2020

1,2 giugno 2020 - liberi tutti, o quasi

Questo mese di giugno, che in Sardegna chiamiamo Làmpadas, a sottolineare un mese luminoso, è iniziato con tutto questo chiacchericcio e questa fregola di voler tornare subito alla normalità. Già ieri però ho visto che a Cagliari nella normalità già qualcuno c'è rientrato, forse non ne è mai uscito; giusto per indicare alcuni fatti mi limiterò a questi. Appena ho cercato di attraversare le strisce pedonali l'autista di una utilitaria di marca nazionale, che arrivava a velocità oltre il limite consentito nei centri urbani ha pigiato sull'acceleratore per dissuadermi a procedere ma, visto il mio piglio sicuro, ha dovuto desistere con una buona frenata per riprendere subito la corsa guadagnandosi il mio dito medio in bella vista, cosa che certamente non ha gradito dato che l'ho visto agitarsi, forse insultandomi, mentre il veicolo si allontanava. Così pure ho visto che altri sono tornati alla normalità perchè i dispositivi monouso, mascherine e guanti, si trovano in ogni dove come se si trattasse di rifiuti normali. Per il resto il traffico urbano non mi è parso così copioso ma, anzi, fluido e senza ingorghi. Così pure al rientro, il pomeriggio, sulla SS 131 a fronte di un numero di veicoli ben oltre quelli presenti fino a una settimana fa il traffico era più sostenuto. Mi sarei aspettato molte più macchine in giro, evidentemente non siamo ancora nel fatidico giorno 3 giugno, giorno tanto atteso come se si dovesse partecipare ad una nuova Liberazione. Ho l'impressione che in tanti non stanno facendo bene i calcolo. Si, è vero che da noi il virus pare abbia perso quella forza dei primi di marzo, ma da altre part, penso all'America Latina, sta prendendo una forza preoccupante. Giusto per dire, non per portare jella, che potrebbe esseerci una nuova ondata ma su questa direi che siamo preparati. Oggi mi pare una tranquilla giornata primaverile ma questi annuvolamenti a sprazzi e la temperatura dicono invece che l'estate non è ancora vicina. Per questo penso che chi vuole andare al mare dovrà fare i conti con questo clima incerto che potrebbe portare dei rovesci. Dico questo pensando che oggi sarebbe stata la giorana ideale per allestire la giornata che al mio paese è dedicata al tartufo, già da diversi anni la pro loco locale sta organizzando la Fiera del Tartufo che richiama sempre molti visitatori, anche attratti dal bosco di lecci, le cascate, il clima mite e la degustazione di piatti a base di tartufo a prezzi modici. Quest'anno niente di tutto questo. Anzi. Dove in genere si organizza la Fiera in bella mostra troviamo i cartelli sindacali che impediscono lo svolgersi di eventi o assembramenti, si può solo passeggiare e transitare. Davvero poco, ma su questo preferisco non soffermarmi, perchè dovrei prendere posizione sulla amministrazione e sulle sue eccessive precauzioni. Quello che invece mi addolora è che una iniziativa come questa della Fiera, che impegnava me e gli altri soci per diversi mesi, quest'anno dobbiamo stare fermi. Pazienza. la data era quella giusta, dopo i primi tentennamenti e sperimentazioni su una data mobile legata alla produzione del tartufo locale abbiamo individuato la data utile nel 2 giugno, festa della Repubblica. Sarà per il prossimo anno. Non è l'unico evento a dover segnare uno stop, penso anche al festival letterario "L'Isola delle Storie", che si tiene a Gavoi (NU), nel centro della barbagia di ollolai, ogni anno nella prima settimana di luglio ma per le vicende legate al coronavirus e le sue limitazioni Dpcm e Ordinanze regionale, non si terrà. Sul valore della festa del 2 giugno non ci sono dubbi perché segna il passaggio in Italia dalla monarchia alla repubblica e la data del referendum istituzionale del 1946 che fu la prima votazione a suffragio universale indetta in Italia. Tuttavia vedo dei comportamenti piuttosto schizofrenici, soprattutto da parte di chi a capo di una compagine sovranista e legaiola e di centro destra, essendo amante dei tweet, non rammenta cosa scrisse diversi anni fa, tipo "niente da festeggiare", mentre ora si ritrova con lunghi tricolori (con cui i registi ci si sarebbero puliti il didietro, come disse Bossi) a dover festeggiare con altri sostenitori non distanziati senza mascherire e dispositivi vari, a dichiarare il contrario nelle parole e nei fatti. va detto che la memoria nel nostro Paese è corta e labile, ma questo e chi lo accomagna dimostra di averne davvero poca, ovviamente memoria che viene usata strumentalmente e ad arte così come l'esposizione di simboli religiosi, rosari e simili, da ostentare e baciare davanti alle telecamere per ingraziarsi l'animo di quella parte cattolica, target elettorale. Lo stesso dicasi di quel reazionario di Trump che ieri si è fatto filmare con la bibbia stretta nella mano destra in procinto di andare in chiesa di fronte alla casa Bianca, mentre a poche centinaia di metri si sentono i cori e le urla dei manifestanti furiosi per i fatti accaduti lo scorso 25 maggio a Minneapolis. In quella città è accaduto che un agente di polizia Derek Chauvin, nel corso dell'arresto avvenuto nei confronti di George Floyd, diffronte al minimarket dove Floyd era cliente abituale e aveva appena acquistato un pacchetto di sigarette. Tutto è scaturito dalla denuncia di una banconota falsa. Floyd aveva pagato con una banconota di 20 dollari. Ritenendo che fosse contraffatta l'impiegato del negozio ha chiamato la polizia dopo che Floyd si era rifiutato di restituire il pacchetto di sigarette.
Durante l'arresto in seguito alla pressione del ginocchio dell'agente nel collo dell'afro americano per 8 minuti e 46 secondi lo stesso è morto per asfissia, nell'indifferenza degli altri tre agenti colleghi che non hanno fatto nulla per fermarlo. La diffusione del video che riprende la scena ha scatenato una situazione incandescente negli U.S.A. con proteste e rivolte generalizzate organizzate da diversi movimenti per i diritti civili come i Black Lives Matter e gli Antifa. La Cina, ormai in piena guerra fredda con gli U.S.A., tanto più bersaglio di Trump accusata di non aver evitato la pandemia, dichiara per bocca del suo portavoce che "il razzismo verso le minoranze è una malattia cronica della società americana".
Per il resto, i questa quasi tediosa giornata, tutto scorre normale a ranghi ridotti, senza la consueta parata militare, col discorso del Presidente della Repubblica, che si reca anche a Codogno, dove tutto è iniziato, con un piglio positivo nella frase "da qui ripartire per il futuro".
In questa cornice di inizio giugno si inserisce la notizia che domani, 3 giugno, si riparte con "libera" circolazione fra le Regioni, senza un nuovo Dpcm perchè quello in vigore lo prevede già, ma ancora, a quanto pare, non c'è unità di intenti fra i governatori con l'intento di limitare comunque i nuovi contagi che ci sarebbero nel liberare tutti.



domenica 31 maggio 2020

30, 31 maggio 2020 - giardino sonoro e ... timeinjazz

Mentre proseguono incessantemente le polemiche fra il le istituzioni e alcuni governatori di Regione, fra cui ovviamente quello sardo, su modalità di riapertura fra regioni e mobilità, polemiche che, come dicevo nello scorso post, mi paiono dei mezzi di distrazione di massa, personalmente mi sto concentrando su via fare nei periodi di ferie "in sicurezza" e, ovviamente, in low cost.
Anzitutto approfitterò della riapertura del "Giardino Sonoro" di Pinuccio Sciola a San Sperate nella cintura di Cagliari. Lo scorso 22 marzo è stato riaperto e osserverà l'apertura al pubblico, su prenotazione, nei giorni venerdì sabato e domenica ore 10-19.
Di cosa si tratta? Pinuccio Sciola è stato uno scultore ed artista sardo.
Dal sito dell'artista www.psmuseum.it si legge che
《Giuseppe Sciola, noto Pinuccio, nasce a San Sperate(SU) in Sardegna nel 1942 in una famiglia di contadini. Frequenta “l’Università della Natura”, come lui stesso sosteneva con orgoglio, dalla quale riceve la più completa e approfondita delle formazioni. Inizia a scolpire fin dalla più tenera età e nel 1959 partecipa, come autodidatta, alla I Mostra d’arti figurative per gli studenti di ogni ordine e grado nel circolo de La Rinascente a Cagliari, aggiudicandosi una borsa di studio che gli permette di frequentare il Liceo Artistico di Cagliari, grazie all’Opera Prima, denominata successivamente Pietrino. Conseguito il diploma di maturità artistica, partecipa a numerose mostre collettive e non, frequenta il Magistero d’Arte di Porta Romana di Firenze e l’Accademia Internazionale di Salisburgo dove ha l’opportunità di seguire i corsi di Minguzzi, Kokoschka,Wotruba, Vedova e Marcuse. Durante i suoi numerosi viaggi di studio per l’Europa entra in contatto con diverse personalità artistiche come Giacomo Manzù, Aligi Sassu e Henry Moore.
(...)
La sua ricerca artistica apre, per il mondo dell’arte, agli inizi degli anni ’90, uno scenario nuovo ed inaspettato quando svela al mondo la magia del suono della pietra, una materia dura e statica, non più rilegata ad una sola funzionalità visiva e tattile, ma alla quale ha permesso di essere osservata attraverso un terzo senso: l’udito. Nascono le Pietre Sonore, suonate per la prima volta, nel 1996, dal percussionista Pierre Favre al Festival Time in Jazz di Berchidda, in Sardegna.
La pietra con Sciola è elastica, sonora e trasparente, un’immaterialità che, fisicamente, costituisce il dna timbrico della sua voce. Sono sculture che riprendono le forme del megalitismo sardo ma, se osservate da vicino parlano un linguaggio moderno, attraverso linee che si incrociano simmetricamente, forme geometriche, delicati ed eleganti segmenti e forme astratte che giocano con il rapporto arte e natura, forma e contenuto, idea e materia.》
(...)
Pinuccio Sciola muore il 13 maggio 2016. Il suo amato paese, San Sperate, si veste di bianco, lenzuola e drappi appesi alle finestre e balconi, per ricordare quella rivoluzione artistica che ha trasformato il paese in un paese museo, iniziando proprio dai muri candidi delle abitazioni.》
Il Giardino Sonoro è un museo a cielo aperto, è il luogo utilizzato da Pinuccio Sciola fin dagli anni ’60 come laboratorio, creando un’identità in pieno connubio con la natura sino a renderlo sito espositivo agli inizi del ventesimo secolo.
Nel sito vengono riportate alcune frasi di Pinuccio dove è racchiusa tutta la forza della sua arte.
Le mie sculture per ora sono qui, nei luoghi in cui le ho piantate
perché mettessero radici e tornassero a vivere.
Un giorno che non  conosco, spero tornino all’Universo che le ha generate

***
Altra incursione che spero di poter fare, visto che me lo sono ri-proposto per anni senza potervi partecipare è andare a Berchidda (SS) al Festival Time in Jazz . Pochi giorni fa, al Tg ho sentito le dichiarazioni di Paolo Fresu, ideatore e direttore dello stesso, che, nonostante molti Festival quest'anno avranno una pausa forzata dal covid19, la 33 edizione di Time In Jazz 
si farà a metà agosto nel rispetto delle regole e delle misure anticontagio. Il titolo dato al Festival sarà “Anima • Ànemos”. Di svolgerà a Berchidda nel suo paese natale Fresu e negli altri centri del nord Sardegna che aderiscono al suo circuito. Nel programma importanti artisti del panorama nazionale ma del calibro Internazionale, come Rita Marcotulli (con Ares Tavolazzi al contrabbasso e Israel Varela alla batteria), Cristina Zavalloni col quartetto, il gruppo Voodoo Sound Club di Guglielmo Pagnozzi con Roy Paci, lo stesso Paolo Fresu alla testa del Devil Quartet, (con Bebo Ferra alla chitarra, Paolino Dalla Porta al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria), oltre a Fabio Concato con il trio di Paolo Di Sabatino ad affiancare il cantautore milanese: tutti di scena sul “palco centrale” del festival, quello allestito nella Piazza del Popolo a Berchidda. Per la canzone d’autore nostrana, Daniele Silvestri. Ovviamente questo programma può essere aggiornato anche per via delle problematiche legate al periodo covid19. 



Pinuccio Sciola


venerdì 29 maggio 2020

28-29 maggio 2020 - lo stolto guarda il dito

Pensavo che ci fossero patenti per condurre veicoli a motore o natanti o simili. O patentini per caldaisti o tecnici industriali, chessò il cqc ed altre qualifiche. In tempo di covid19 spunta la patente di immunità per condurci verso luoghi altri o altri luoghi. Detto così niente di strano. Il governatore della Sardegna dopo ordinanze, anzi si anzi no, questo o quello, ma noi siamo autonomi, anzi ci pensi il governo, tutti liberi anzi no, col suo degno compare assessore alla sanità irrompe nella stagnante situazione italiana, fra tutti ancora frastornati da didattica a distanza, riaperture di coiffeurs, bar, ristoranti negozzi etc., autocertificazioni da dimenticare, con che cosa? col solito refrain. La nostra Isola da una settimana è covid-free quindi i turisti, fra cui si annoverano, immagino, sardi con famiglie al seguito, prima del loro arrivo in Sardegna devono dotarsi del patentino di sanità. Anche su questo da ricordare che il governatore sardo nei suoi ondivaghi ragionamenti pensava ad una autocertificazione, anzi no. Per farsi perdonare, io credo, dj tutto questo suo nulla foderato di niente ha rispolverato un rigurgito di orgoglio autonomista per cui su questa questione, il patentino salute, ha sollevato un polverone, in limba si dice "unu cuaddu de prùinu (un cavallo di polvere). Per cui, in sintesi, ha fatto il giro dei media dicendo che per entrare in Sardegna dopo il 3 giugno ci vorrà il "passaporto sanitario", per cui istituzionalizza la richiesta dei test sierologici per i turisti in arrivo nella imminente stagione estiva. Di contro, piuttosto piccato, il sindaco di Milano chiede che anche i lombardi possano viaggiare liberamente in tutto il territorio nazionale dato che il famoso rapporto RT è prossimo ad una situazione più tranquilla circa il contagio. Quindi, in replica al governatore sardoleghista se ne sortisce con la frase "C'è chi chiede il test, me ne ricorderò quando dovrò fare il weekend fuori". Questa provocazione è rimbalzata subito sulle tv, per cui la Sicilia con la Sardegna, regioni hanno chiesto il patentino, sono l'obiettivo principale della invettiva lombarda. il governatore sardo ha già pensato a rivolgersi alla Conferenza Stato Regione in programmazione per oggi 29 maggio, ma resta chiaro che la parola finale spetta al governo. La risposta sulla frase del sindaco Sala ovviamente non si è fatta attendere dal governatore sardo che con una frase poco conciliante ha replicato "Sala in materia di coronavirus dovrebbe usare la decenza del silenzio, dopo i suoi famigerati aperitivi pubblici in piena epidemia. Nessuno ha chiesto improbabili patenti di immunità, ma un semplice certificato di negatività". Dunque sono volati gli stracci, i media nazionali hanno colto l'occasione per montare il caso e gonfiare la notizia. La cosa sconcertante è che nei social anche chi osteggiava il governatore e la sua giunta, in salsa sarda leghista, me li ritrovo ora a tifare per lui perchè finalmente qualcuno si indigna contro questi nordici. Incredibile cosa è in grado di fare il lockdown, ottunde il cervello e recluta sempre più persone nel carro degli smemorati. Ma tant'è. Il governatore seguita sul filo della ospitalità e si rincresce che "Sala abbia innescato una polemica inutile". Intanto il caso si sgonfia, il campionato di calcio è alle porte perchè a quanto pare ricomincerà il 20 maggio, con un calendario fitto di incontri bisettimanali, pertanto immagino che di questo casus belli non se ne parli più.
Per ora, a quanto pare, il Popolo ha avuto soddisfazione, poco importa se sul versante sanità trasporti istruzione et similia la nostra Regione segni il passo e la giunta leghista sia davvero in basso nei sondaggi, non a caso il grande capo nazionale della lega si è premurato di inviare in Sardegna il suo Commissario Zoffili. A quanto pare questa marcatura stretta è per rimettere le cose in sesto e riprendere quota, lui dice "per far ripartire la Sardegna" e "al lavoro per far riartire in sicurezza tutta l'isola", sconfessando di fatto il governatore il quale invece per mesi rassicurava gli isolani che era tutto ok. Che dire dietro a questo chiacchericcio, scambi di battute, fra il governatore e il sindaco milanese, ribadisco che sono davvero rimasto meravigliato dei feedback positivi per questa sortita in favore dei sardi e della loro salute. E' proprio vero che come dice quel proverbio cinese, "Il saggio indica la luna e lo stolto guarda il dito". Di punto un bianco scoppiata la polemica ci si scorda delle regalie di questa giunta alla sanità privata, al Mater Olbia, alla composizione del comitato scientifico fra soci dei loro soci, per non parlare della quesione ancora irrisolta sul prezzo del latte che, secondo il fedele di Alberto da Giussano, baciatore di icone sacre, nonchè ras nazionale della Lega, si sarebbe dovuta risolvere entro 48 ore con il prezzo del latte portato oltre un euro al litro. Il ras dopo l'elezione del suo prode scudiero per i pastori con il decreto sicurezza bis, sono fioccate  denunce riguardo ai blocchi stradali e sversamento di ettolitri di latte sull'asfalto. Tanto i voti li aveva presi con le promesse da marinaio.
Non so se dobbiamo farcene una ragione ma i mezzi di distrazione di massa, come in questo caso, funzionano. Innescata la polemica ci si concentra su questa e il cervello va in walkabout, cioè la memoria svanisce. Io resto sempre dell'idea che, se la giunta precedente aveva deluso, questi sono davvero il peggio, anche se al peggio non c'è mai fine. Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni. Il 3 giugno è vicino e fino ad allora immagino ci saranno più focolai di polemiche che di coronavirus. Non so cosa sia meglio. Per quanto mi riguarda, come diceva il mio vicino di casa, che ha ripreso a coltivare i suoi hobby, sto lontano dai social, se non con qualche incursione veloce, per dare più spazio alla meditazione, al pensiero, al recupero della memoria storica e al riordino delle idee. Quando ci ricapiterà nella nostra vita un altro periodo utile per poter leggere finalmente libri interessanti o ascoltare la tua musica prefeerita. Ovviamente non me ne vogliano coloro che in questi mesi  hanno avuto dei decessi fra i loro cari, in particolare fra coloro avanti negli anni, a cui va la mia solidarietà.



mercoledì 27 maggio 2020

26-27 maggio 2020 - donare il sangue

Sembra giusto ieri l'altro che quasi non potevi uscire di casa se non per tre o quattro validi motivi. Anzi la furia ostracista del vicino di casa che poteva spiarti funzionava talvolta quale deterrente per bloccare sul nascere l'idea di varcare la soglia di casa. In alcuni post ho evidenziato queste paranoie che sicuramente hanno funzionato in città, magari di più nelle periferie, mentre nei piccoli centri, in uno dei quali doce vivo, il cosiddetto controllo sociale funziona, anzi funzionava, fino a qualche anno fa. Da ragazzino mi capitava di andare poco lontano da casa mia, qualche cento metri, sistematicamente ti fermava un un anziano e ti chiedeva subito chi eri, cioè di chi eri figlio e se quindi eri del paese, la domanda a seconda della variante linguistica sarda era "fillu de chini sesi" (nella variante campidanese) a ricercare i tuoi genitori. Se eri parecchio lontano da casa tua prontamente ti beccavi una sciacquata di testa mettendoti in guardia sui pericoli a cui andavi incontro e, nel caso di atteggiamento riottoso, ti si minacciava di riferirlo a tuo padre per riscaldarti le orecchie a suon di sberle. Oggi è diverso. Se ti capita di rivolgere questa domanda rischi male parole. Parlo ovviamente del pre covid19, che dista ormai un'era geologica. Tant'è che il 18 maggio, mentre attraversava la strada principale del mio paese ho intravisto dei ragazzini in prossimità del parco, chiuso dall'ordinanza sindacale, seduti sul muretto perimetrale assiepati senza mascherina oppure calata o addirittura infilata sotto il gomito. Diciamo che gran parte li conoscevo, perché conosco i parenti. Per quei pochi di cui mi sfuggiva il nome o la provenienza non mi sono di certo azzardato a chiedere "fillu de chini sesi" giusto per evitare di essere deriso o rimediare la figura del matusa. Di certo un signore del paese di origine di mio padre, del centro Sardegna, sarebbe intervenuto. Rammento come se fosse ieri che, nel periodo estivo, le vacanze scolastiche, io in compagnia di mio cugino eravamo stati intravisti da questo signore, il ciabattino del luogo, famoso per confezionare ottime scarpe di campagna in pelle. Inizialmente ci sembrava proseguisse la strada senza che ci avesse notato, niente di più falso, invece aveva capito che stavano per accendere una sigaretta, probabilmente la prima della mia esistenza. D'improvviso ce lo siamo ritrovato davanti e, con un movimento veloce, aveva fatto partire un sberlone verso la testa di mio cugino che accortosi in tutta fretta cercò di pararsi col braccio facendo volare la sigaretta mezza spenta e dandosi alla fuga, io ovviamente ho iniziato a correre mentre quel signore ci diceva, "vi ho riconosciuto, stasera lo dico a vostro padre", facendoci venire una strizza per un paio di giorni.
Pensandoci oggi col senno di poi credo che il signore abbia funzionato da deterrente visto che fino alla maggior età non ho fumato. Tornando ai giorni nostri credo che essere troppo duri o controllori sociali, considerato che già da qualche giorno abbiamo zero contagi, sarebbe eccessivo o fuori tempo. I ragazzi si sa sono piuttosto restii alle regole e per spirito di contraddizione sfidano la sorte fregandosene dei rischi di contagio, quindi godiamoci questa situazione che migliora con l'auspicio che la Sardegna resti covid-free.
Per il resto, visto che i miei post sono davvero senza pretese, colgo l'occasione per lanciare un appello, ritengo importante e necessario in questo grave momento di generale vulnerabilità sensibilizzare tutti a donare il sangue. Un atto generoso importante per la collettività tanto più in questa terra dove si riscontra un un importante numero di talassemici. Prima della riapertura  verso la fase 2 mi ero riproposto di andare al centro di raccolta sangue più vicino. Ho preso l'appuntamento e stamattina ho fatto il mio dovere.
Anche tu cosa aspetti? se hai tra i 18 e 65 anni puoi donarlo.
Donare il sangue è un atto di civiltà. Donare organi e tessuti significa regalare una speranza di vita. Per tantissime persone la propria sopravvivenza dipende dalla disponibilità di sangue o di organi e tessuti.
Come si diventa donatori di sangue?
Per donare il sangue è sufficiente essere maggiorenni e in buona salute. La donazione è semplice e sicura. Il prelievo è eseguito da personale specializzato, si utilizzano materiali sterili e monouso, e avviene presso apposite strutture. Esiste infatti una rete capillare che coinvolge istituzioni e mondo dell'associazionismo a cui è possibile rivolgersi per diventare donatori. Si può anche diventare donatori abituali, donando periodicamente il sangue. Per maggiori informazioni ci si può rivolgere ai Centri di raccolta, conservazione e distribuzione del sangue umano, operanti nel territorio della Regione Sardegna.》


lunedì 25 maggio 2020

24, 25 maggio 2020 - il gioco guardie e ladri

Dopo il giuoco dell'oca oggi parliamo del gioco a guardie e ladri (guards and thieves). Ovviamente visto il periodo pandemico e l'enorme giro di persone che, a vario titolo, non vanno a scuola o non lavorano li troviamo scatenati in ogni dove a passeggiare, prendere il sole e, di sera, a bere cocktail nelle movide cittadine. Quindi il gioco avrà una variante nominalistica in "Controllori e trasgressori". Potrebbe essere il gioco dei bambini di questa imminente estate; ma dicevo, anziché gioco per bambini potranno partecipare tutti, diciamo che i giovani sono i più quotati. Da un lato chi deve controllare in veste di "assistenti civici" dall'altra chi se ne frega delle regole del distanziamento e mascherina annessa. Vince chi vede più trasgressori o chi la fa franca?
Vediamo un po' le regole del gioco.
I giocatori di dividono in guardie (assistenti civili/controllori) e ladri ( trasgressori); la proporzione dovrebbe essere di una dozzina trasgressori per ogni controllore.
Prima che il gioco cominci, i trasgressori si sparpagliano lungo l’area di gioco e, se l’area di gioco lo consente, si nascondono. A questo punto si può andare al bar dell piazzetta oppure in gruppo al mare.
Al “VIA!” i controllori cominciano ad inseguire quelli che credono si stiano trasferendo in gruppo attaccati con l’obiettivo di toccarli o bloccarli per redarguirli.
Se un trasgressore viene toccato, la "guardia" che lo ha preso lo porta all’interno del cerchio; dovrà aspettare che un altro trasgressore amico lo liberi toccandolo.
Due o più ladri trasgressori possono prendersi per mano formando una catena: è sufficiente che uno di loro venga liberato perché tutti gli altri possano uscire dal cerchio.
In questo gioco, i trasgressori non possono vincere in alcun modo: solo i controllori se riescono ad imprigionare tutti i trasgressori, ottengono la vittoria. Per questa ragione, di solito, dopo qualche minuto si invertono i ruoli dei giocatori.
A parte questo quadretto ludico appena ho sentito la notizia, che dopo spiegherò, ho aguzzato le orecchie alla ricerca di capire in cosa consistesse questa nuova trovata governativa. Cioè siccome non siamo in grado di controllare i nostri istinti, parlo soprattutto dei giovani, meglio che ci sia lo Stato nel ruolo di gendarme a redarguirmi in ogni momento che si riterrà opportune intervenire: mancato distanziamento, nessuna mascherina, e nei casi più gravi schiamazzi.
Questo post parte appunto, dalla notizia con cui il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Francesco Boccia e il presidente dell’Anci Antonio Decaro hanno annunciato che in settimana la Protezione Civile lancerà un bando per reclutare 60 mila volontari che i comuni italiani potranno utilizzare per far rispettare le norme sul distanziamento sociale
Questo fine settimana di riapertura dopo il lockdown è coinciso anche con tanti assembramenti in diverse città italiane. E proprio per evitare la movida incontrollata o il sovraffollamento nelle spiagge e nelle città d'arte, a quanto pare, verranno "arruolati" 60 mila "assistenti civici", che avranno il compito di vigilare sulla FaseDue. Verranno reclutati con un bando rivolto "a inoccupati, a chi non ha lavoro, anche percettori di reddito di cittadinanza o chi usufruisce di ammortizzatori sociali". Questo è quello che di apprende nei media. Subito dopo la notizia si è scatenato l'inferno.
Il paradosso è che i contrari a questa squadra di volontari sono proprio coloro che tifano per le ronde padane o sono per l'uomo forte, o per il Capitano. Ultimamente in calo nei sondaggi, che invece vedrebbero meglio ronde anti immigrati o spacciatori. Io che non tifo per nessuno di questi penso che se fossimo nel caldo Ferragostano penserei a un colpo di sole. Invece a sentire certi commenti la ritengono cosa giusta. La domanda sorge spontanea: dopo due mesi di semilibertà ci manca solo che controllino pure cosa facciamo come se fossimo dei minus habens?
Sarà che un po' mi ricordano la compagnia barracellare anti abigeato e di controllo del territorio che di recente hanno comunque svolto un ruolo importante antincendio e anche nell'emergenza Covid19, ma in passato a sentire mio padre o gli anziani del paese fra questi c'erano pendagli da forca che taglieggiavano gli allevatori minacciando ritorsioni se non versavano derrate alimentari o animali da arrostire. Non vorrei davvero che qualcuno di questi volontari troppo zelante o calato nel ruolo ecceda nel suo compito, per questo ci bastano gli agenti che talvolta...
Ebbene sono contrario a milizie di parte di qualsiasi colore, anche se volontari col solo compito di dissuasori o deterrenti. Un pochino di libertà ce la meritiamo, in particolare in terra sarda dove anche oggi abbiamo segnato zero contagi e zero vittime. Non ho sentito ancora cosa ne pensa il governatore. Ma già immagino.
Per ora sta sfogliando la margherita: test per turisti o certificato di negatività. Taddannu sempri prus.