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lunedì 22 giugno 2020

21 e 22 giugno 2020 - i pensieri dell'alba

Si, è proprio così, questo covid19 è stato come uno tsunami. Che continua l'onda da una parte all'altra del pianeta. Da noi cala la furia. Già da alcuni giorni si assestano in ribasso i dati dei contagi e dei decessi ora a 2 cifre.
Mentre in America Latina arriva la furia. Anche li, avrebbe detto Eduardo, ha dda passà a nuttata. Certo non possiamo che essere preoccupati, e parecchio, per come viene affrontato il problema, soprattutto in Brasile dove governa quel fascio di Bolsonaro; nell'idea che la pandemia colpisca i ceti meno abbienti, non ha alcuna intenzione di porre argine con misure già sperimentate in Cina e da noi. Il bastardo vuole l'immunità di gregge. Ad una bestia come lui non gli attacca nulla. Se penso che in Italia ha tanti, troppi, emuli ma che ovviamente si tengono cauti, la dice lunga su cosa si fa dietro l'angolo per le prossime tornate elettorali. Li vedete come scalpitano, sembrano i cavalli al palio di Siena dietro al canapo in attesa di schizzare via verso la vittoria della loro contrada. Nel mentre che il covid19 mieteva vittime, soprattutto nelle regioni amministrate dai fascioleghisti, quegli stessi stavano tramando per gestire la pioggia di quattrini, che vengano dal mes o recuvery fund poco importa, tanto lo riciclano alla bisogna. Intanto stiamo procedendo nella fase 3 della convivenza col coronavirus. Certo il ritorno alla normalità stenta ad arrivare, me ne rendo conto da quante persone circolano o da quanti si recano al bar, sempre pochi. Gli altri sono cauti. Alcuni, diceva la TV, hanno la sindrome della capanna. Poca o nulla voglia di uscire. Nel frattempo all'orizzonte non di intravede il vaccino. Per ora giusto la app Immuni, che dovrebbe monitorare o rilevare in poco tempo il raggio dei contagi, non pare abbia ricevuto il placet della massa. Dicono per paura dei controlli sociali. Siamo al paradosso. Se pensate che nei social mettono a nudo il loro ego e non solo ora dicono che la app ti controlla. Io non la installo per altri motivi. Non per questo.
Intanto, dicevo, questa pandemia ci ha portato a riflettere di più ed a trovare il tempo, smarrito da molto, tutto per noi. Musica libri film e pensieri in libertà. Giusto oggi ho riascoltato i Diaframma, un gruppo fiorentino formatosi fra la fine degli anni 70 e gli inizi degli anni 80. Unico componente superstite è Federico Fiumani. Autore cantante e chitarrista del gruppo. Mentre in quegli anni infuriava la furia iconoclasta del punk rock, anche da noi, gruppi come i Diaframma prendevano spunti per poi decollare verso un loro genere vicino alla darwave ma più intimista. Sempre riflessiva ed underground. Mi spiace non aver mai visto un loro concerto in Sardegna. Li ho mancati sempre per poco. Questione di distanze. Ora che ho maggiore mobilità non si sono più visti. Pazienza. Posso sempre ascoltare i loro Live. Anche se non è lo stesso.
E oggi, come ieri un un altro giorno da archiviare mentre di ca avanti nell'idea di archiviare quanto prima la pandemia.
Tra una riflessione e l'altra, oggi in presenza e ieri  in telelavoro, perché anche se questi del Ministero usano sinonimi questo non è Smart working. Le differenze ci sono e soprattutto dal punto di vista normativo. Staremo a vedere se la normativa delle circolari o dei Dpcm saranno tali da esautorare la Costituzione. Non credo. Intanto il tempo che arriverà ci prenderà? Staremo a vedere.

《In qualunque ora di questo giorno
E di questa notte
Qualcuno sempre sveglio sta'
Qualcuno che mai sonno ha.
E' il tempo che sta' per arrivare!
E' tutto il tempo ancora che arrivera',
Ci prendera'.》

Diaframma - I pensieri dell'alba






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